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Un intervento risolutivo per curare l’artrosi e le fratture dell’anca

Protesi dell’anca mini-invasiva

Risolvi i tuoi problemi all’anca con un intervento mirato

La protesi dell’anca è un dispositivo artificiale che sostituisce le parti dell’anca irrimediabilmente compromesse e che si impianta nel femore e nell’acetabolo: in questo modo si va a creare una nuova articolazione dell’anca che consente di recuperare una mobilità ottimale.

L’intervento di protesi all’anca è l’ideale per risolvere i problemi di artrosi e delle fratture dell’anca, comprese le conseguenze di fratture che sono state curate ma che non sono mai guarite.

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La protesi dell’anca è un dispositivo artificiale che sostituisce le parti dell’anca irrimediabilmente compromesse e che si impianta nel femore e nell’acetabolo: in questo modo si va a creare una nuova articolazione dell’anca che consente di recuperare una mobilità ottimale.

L’intervento di protesi all’anca è l’ideale per risolvere i problemi di artrosi e delle fratture dell’anca, comprese le conseguenze di fratture che sono state curate ma che non sono mai guarite.

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prof attilio santucci

Prof. Attilio Santucci

Specialista in protesi dell’anca

Il professor Attilio Santucci è responsabile del reparto di chirurgia mini-invasiva dell’anca presso la Casa di Cura Villa Stuart di Roma, dove si occupa di protesi dell’anca, artrosi e traumi dell’anca.

Ha eseguito oltre 10.000 interventi chirurgici come primo operatore.

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Come funziona la protesi d’anca

Sia la protesi femorale che la protesi acetabolare sono costituite da una componente metallica che ha funzione di tenuta. La protesi che viene inserita nel femore è a forma di fittone o stelo, quella che si incastra nell’acetabolo invece è a forma di emisfera (o cupola).

Entrambe le protesi hanno una seconda componente che si inserisce sulla prima e che consente il movimento. È la seconda componente la vera articolazione artificiale: può essere di ceramica, polietilene o metallo.

protesi d'anca

Come funziona la protesi d’anca

Sia la protesi femorale che la protesi acetabolare sono costituite da una componente metallica che ha funzione di tenuta. La protesi che viene inserita nel femore è a forma di fittone o stelo, quella che si incastra nell’acetabolo invece è a forma di emisfera (o cupola).

Entrambe le protesi hanno una seconda componente che si inserisce sulla prima e che consente il movimento. È la seconda componente la vera articolazione artificiale: può essere di ceramica, polietilene o metallo.

protesi d'anca

Quando è necessario sottoporsi all’intervento?

L’intervento di protesi dell’anca è consigliabile per risolvere le seguenti patologie:

Quando è necessario sottoporsi all’intervento?

L’intervento di protesi dell’anca è consigliabile per risolvere le seguenti patologie:

  • Artrosi dell’anca.
  • Fratture dell’anca.
  • Conseguenze delle fratture che sono state curate ma non sono guarite.
  • Necrosi della testa femorale.
  • Malattie reumatiche.
  • Lussazione congenita dell’anca.
  • Artrosi dell’anca.
  • Fratture dell’anca.
  • Conseguenze delle fratture che sono state curate ma non sono guarite.
  • Necrosi della testa femorale.
  • Malattie reumatiche.
  • Lussazione congenita dell’anca.

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Come funziona l’intervento di protesi dell’anca

L’intervento di artroprotesi dell’anca si svolge sull’articolazione dell’anca e consiste nella rimozione della parte malata e deformata del femore (testa e una parte del collo) e dell’acetabolo (la cavità dove si trova la testa femorale e dove avviene il movimento dell’anca).

Le parti rimosse vengono sostituite con la protesi per il femore e quella per l’acetabolo, in modo da ripristinare una normale funzione di sostegno del corpo e di movimento.

La tenuta o stabilità della protesi dell’anca è inizialmente garantita dall’incastro meccanico delle due componenti nell’osso. Questo reagisce tappezzando con un osso neoformato la superficie della protesi che viene così “accettata” o, per meglio dire, osteo-integrata.

Questo processo richiede diversi mesi, durante i quali è meglio evitare sottoporre la protesi a grandi sollecitazioni.

intervento protesi d'anca

Come funziona l’intervento di protesi dell’anca

L’intervento di artroprotesi dell’anca si svolge sull’articolazione dell’anca e consiste nella rimozione della parte malata e deformata del femore (testa e una parte del collo) e dell’acetabolo (la cavità dove si trova la testa femorale e dove avviene il movimento dell’anca).

Le parti rimosse vengono sostituite con la protesi per il femore e quella per l’acetabolo, in modo da ripristinare una normale funzione di sostegno del corpo e di movimento.

La tenuta o stabilità della protesi dell’anca è inizialmente garantita dall’incastro meccanico delle due componenti nell’osso. Questo reagisce tappezzando con un osso neoformato la superficie della protesi che viene così “accettata” o, per meglio dire, osteo-integrata.

Questo processo richiede diversi mesi, durante i quali è meglio evitare sottoporre la protesi a grandi sollecitazioni.

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La riabilitazione post-intervento: le modalità di recupero

Dopo l’intervento chirurgico di protesi dell’anca si esegue un programma di riabilitazione finalizzato a ridurre i tempi di recupero e a migliorare i risultati.

Il recupero della forza muscolare e del movimento

Il programma consiste nel mettersi in piedi con l’aiuto dei fisioterapisti e dei supporti specifici, di solito già dal primo giorno dopo l’intervento: si prova quindi a camminare e si eseguono esercizi finalizzati al recupero della forza muscolare e del movimento.

La terapia fisica: riabilitazione con strumenti mirati, palestra e piscina

La riabilitazione prosegue con la terapia fisica con appositi strumenti per ridurre in tempi brevi il gonfiore e l’ematoma dell’arto operato. Si passa quindi alla riabilitazione in palestra e, dopo la rimozione dei punti, a quella in piscina.

La riabilitazione post-intervento: le modalità di recupero

Dopo l’intervento chirurgico di protesi dell’anca si esegue un programma di riabilitazione finalizzato a ridurre i tempi di recupero e a migliorare i risultati.

 

Il recupero della forza muscolare e del movimento

Il programma consiste nel mettersi in piedi con l’aiuto dei fisioterapisti e dei supporti specifici, di solito già dal primo giorno dopo l’intervento: si prova quindi a camminare e si eseguono esercizi finalizzati al recupero della forza muscolare e del movimento.

 

La terapia fisica: riabilitazione con strumenti mirati, palestra e piscina

La riabilitazione prosegue con la terapia fisica con appositi strumenti per ridurre in tempi brevi il gonfiore e l’ematoma dell’arto operato. Si passa quindi alla riabilitazione in palestra e, dopo la rimozione dei punti, a quella in piscina.

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